Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.
Hai negato l'utilizzo di cookie. Questa decisione può essere revocata.
Hai accettato l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Questa decisione può essere revocata.

ADESIONE AL PROGETTO DI COMPOSTAGGIO DOMESTICO

Dettagli della notizia

 

Il compostaggio domestico

Come si possono gestire meglio i rifiuti di casa producendone di meno e fare del bene al proprio orto e ai propri fiori, magari risparmiando anche sulla tassa dei rifiuti? La risposta è semplice e si sintetizza in due parole: Compostaggio domestico. 

Avere in casa una compostiera significa eliminare la frazione organica dei rifiuti facendo ciò che la natura fa da sempre, cioè riciclare la sostanza organica non più utile e restituirla in forma di humus. E' un po' come gestire una fabbrica biologica dove i lavoranti sono insetti, batteri e funghi che convertono la sostanza organica nei composti chimici più semplici e stabili: sali minerali, acqua e anidride carbonica. Il funzionamento della fabbrica dipenderà dalla cura dei lavoranti, che come tutti gli esseri viventi hanno delle esigenze e delle condizioni in cui si esprimo meglio o peggio.

Anche negli otto comuni dell'AROLE/3 è possibile praticarlo e se avete un bel giardino, vi basterà richiedere all'Ufficio Ambiente del vostro Comune di ricevere una compostiera, un contenitore appositamente realizzato per ospitare i vostri rifiuti organici. Le regole da seguire sono semplicissime: 

Cosa compostare
Le materie prime per la produzione del terriccio compostato sono tutti gli scarti, residui ed avanzi di ogni tipo organico biodegradabile, ovvero aggredibili dai microrganismi. Vanno invece evitati i rifiuti non biodegradabili, o ancora contaminati da sostanze pericolose, tossiche o nocive.
Vetro, plastica, carta, barattoli di latta o alluminio, ecc. seguono la strada della raccolta differenziata.

Il luogo adatto
La collocazione ottimale della compostiera è in un luogo all'aperto e praticabile tutto l’anno. Va posta all’ombra: l’ideale sarebbe all’ombra di alberi che in inverno perdono le foglie, in modo che in estate il sole non essichi eccessivamente il materiale, mentre in inverno i tiepidi raggi solari permettano lo svolgimento delle reazioni biologiche.

L’indispensabile ossigeno
Il compost "è vivo" e quindi ha bisogno d’aria: in un cumulo compatto non c’è ossigenazione, e i microrganismi aerobi non possono vivere né nutrirsi.
Nella Compostiera l’aria entra dalle apposite feritoie e attraversa il cumulo: è quindi indispensabile che il cumulo all’interno del contenitore non sia compatto ma soffice e strutturato; ciò si ottiene con l’aggiunta di materiale grossolano come rametti, trucioli, foglie, paglia, ecc. È buona norma rivoltare o smuovere il cumulo periodicamente con l’apposito aeratore per favorire la circolazione dell’aria. La carenza di aerazione provoca la formazione di composti maleodoranti facilmente eliminabili seguendo i consigli suddetti.

 

Estrazione del compost

Quando i rifiuti si sono trasformati in un soffice terriccio nero e spugnoso, il compost è pronto per essere utilizzato. Se il contenitore è pieno, e metà del cumulo maturo, è consigliabile svuotare e riposizionare il contenitore. Il compost può essere "raffinato" con un'operazione di vagliatura, che elimina le le parti legnose parzialmente decomposte.

 

 

Direttiva per la qualità dei servizi on line e la misurazione della soddisfazione degli utenti

Hai trovato utile, completa e corretta l'informazione?
  • 1 - COMPLETAMENTE IN DISACCORDO
  • 2 - IN DISACCORDO
  • 3 - POCO D'ACCORDO
  • 4 - ABBASTANZA D'ACCORDO
  • 5 - D'ACCORDO
  • 6 - COMPLETAMENTE D'ACCORDO
Torna a inizio pagina